lunedì 3 agosto 2009

Vinotti Vallentino (Pone) Comitato Mez-Adi

Nei vangeli La venuta di Gesù realizza le profezie dell'AT: condanna chi si esalta, prevarica ed opprime ed eleva tutti coloro che sono umili e "non contano". Il Cantico di Maria, madre di Gesù, lo mette in evidenza: "L'anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva. Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata (...) ha detronizzato i potenti, e ha innalzato gli umili; ha colmato di beni gli affamati, e ha rimandato a mani vuote i ricchi" (Luca 1:46-48,52,53). La predicazione di Giovanni Battista prepara l'avvento di Gesù: "Ogni valle sarà colmata e ogni monte e ogni colle sarà spianato; le vie tortuose saranno fatte diritte e quelle accidentate saranno appianate" (Lu. 3:5).Gesù percorre la via dell'umiltà. “Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre” (Mt. 11:29; cfr. 21:5). Per questo può promettere a chi si abbassa l'elevazione finale da parte di Dio. Questo avviene: Nell'ammonizione a non ricercare i posti migliori "chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato" (Lu. 14:11; cfr. Pr. 25:7). Nella disputa con i Farisei dopo la parabola del fariseo e del pubblicano: "Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s'innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato" (Lu. 18:14). Nella polemica contro gli scribi e i farisei "Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato" (Mt. 23:12). Allo stesso modo Gesù minaccia il giudizio definitivo per i superbi. La ragione di fondo di tali promesse, ammonizioni ed esortazioni sta nel cammino percorso da Gesù: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero»" (Mt. 11:28-30). Gesù lo esemplifica una volta lavando i piedi dei Suoi discepoli. "Quando dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro: «Capite quello che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri" (Gv. 7:12-14).Le esortazioni di Gesù sono lontane da un'etica di opere. "In quel momento, i discepoli si avvicinarono a Gesù, dicendo: «Chi è dunque il più grande nel regno dei cieli?» Ed egli, chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino, sarà lui il più grande nel regno dei cieli. E chiunque riceve un bambino come questo nel nome mio, riceve me" (Mt. 18:1-5). Gesù valuta la "pura ricettività", la disponibilità ad accettare d'essere dipendenti senza sentirsi "feriti nel proprio orgoglio". Non significa farsi più piccoli di quel che si è, ma sapere quanto effettivamente si sia piccoli di fronte a Dio."Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome,0 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre" (Fl. 2:5-11). Gèsù diventa ubbidiente fino alla morte di croce senza avere altro che l'incredibile promessa della fedeltà di Dio.Il discepolo di Cristo serve il Suo Signore, ma non lo ritiene un merito, ma un dovere: "Così, anche voi, quando avrete fatto tutto ciò che vi è comandato, dite: "Noi siamo servi inutili; abbiamo fatto quello che eravamo in obbligo di fare" (Lu. 17:10).
vinotti vallentino comitato mez-adi

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